Niente orecchiette oggi, ma bucatini, il tipo di pasta scelto questa settimana in abbinamento alla Puglia, ma preparati con il classico condimento con le cime di rapa.
Non volendo far torto a nessuno lo definisco un sugo a modo mio, ci metto il peperoncino in polvere, ma anche qualche pezzetto di quello fresco per il colore, metto le acciughe ma pochissimo aglio e poi una generosa dose di olio extravergine d’oliva, se pugliese ancora meglio.
I bucatini sono trafilati al bronzo e ciò dona alla pasta un inconfondibile colore,
una consistenza corposa ed una particolare ruvidità per meglio assorbire i condimenti e per valorizzarne il sapore.
In una grande pentola preparate l'acqua bollente salata, buttate le cime di rapa, prima i gambi, poi, dopo 5 minuti le foglie, la pasta e fate cuocere tutto insieme, quando mancheranno 4 minuti alla cottura della pasta aggiungete anche le cime più tenere.
In una larga padella fate soffriggere 5-6 cucchiai d'olio con le acciughe e l'aglio e il peperoncino. Fate disfare le acciughe riducendole in purea, Se preferite togliete l'aglio prima di aggiungere la pasta.
Quando la pasta sarà cotta, scolatela e mettetela nella padella con il soffritto e fatela insaporire qualche istante.
Servite ben calda con un giro d'olio extravergine a crudo.
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Ormai siamo alla sesta tappa del gioco, quindi vi invito ad andare a vedere anche gli altri primi che ho preparato :
A volte con il blog mi capita di essere invitata a visitare ditte e stabilimenti, settimana scorsa ho avuto la fortuna di poter visitare un salumificio che non conoscevo, SALUMI PASINI, azienda familiare lombarda con più di sessant’anni di esperienza nel ramo alimentare.
La ditta nasce nel 1949 dalla famiglia Pasini ed è specializzata nella lavorazione e trasformazione di carni di suino, quali prodotti freschi, stagionati, insaccati e cotti. Nel 2014, da un’idea di Daniela, Filippo e Andrea, la nuova generazione della famiglia Pasini, nasce il nuovo brand Salumi Pasini e il nuovo look. Si crea il nuovo shop on line e Pasini sbarca sui social.
Un’offerta di prodotti d’eccellenza, proposta sul mercato in una veste estremamente accattivante. “Le competenze maturate extra-settore oltre ad un senso estetico moderno che deriva direttamente dalla nostra giovane età, ci permette di valorizzare al meglio i nostri prodotti” – afferma Daniela Pasini, Head of Marketing and Communication del brand.
La visita allo stabilimento di Trezzano ci ha dato la possibilità di vedere la produzione di salami, salsicce, di prosciutti, di conoscere le procedure e anche di provare a fare i salami sotto la guida esperta del macellaio, perchè i salami da Pasini vengono ancora legati a mano.
A testimoniare la grande qualità che contraddistingue il marchio, la collaborazione con lo chef stellato Davide Oldani da cui nasce la linea SALUMI PASINI – .
Una gamma di prodotti dove le lavorazioni artigianali tramandate da generazioni dalla famiglia Pasini si arricchiscono di elementi nuovi suggeriti dallo chef. “É con grande piacere che collaboro con un team così giovane e dinamico con il quale condivido molti dei valori alla base della mia esperienza, primo fra tutti il connubio tra Tradizione e Innovazione. Una collaborazione che mi ha permesso di rivisitare alcune specialità iconiche della tradizione culinaria italiana: i salumi” afferma Davide Oldani. La ricerca sensoriale del grande chef stellato insieme alla famiglia Pasini ha portato all’elaborazione di prodotti come DRISS il salame, GRASS il lardo, SCHISC la bresaola e COTT il prosciutto cotto. Prodotti che già nel nome, in dialetto milanese, riflettono l’appartenenza al territorio lombardo ma che allo stesso tempo racchiudono lo stile e i contenuti della cucina POP di Davide Oldani.
Tutte le sue linee vengono prodotte rigorosamente in Italia e sono prive di allergeni (di cui glutine e lattosio) e OGM, la salumi Pasini tiene molto ad avere prodotti gluten free e senza lattosio e proprio per questo si è impegnata a modificare le vecchie ricette togliendo il lattosio e sostituendo, ad esempio, la farina che ricopriva i salami per ottenerne altre che riproducessero gli alti standard della ditta in fatto di gusto e qualità .
Ovviamente non potevamo finire senza una degustazione dei prodotti che abbiamo visto in produzione e ne sono rimasta letteralmente affascinata. Un gusto eccezionale, tanto che anch’io ho voluto riproporre un assaggio di queste meraviglie ai miei amici per un aperitivo veramente d’eccellenza.
Per un aperitivo perfetto, bastano poche cose, un buon vino, del pane misto, qualche formaggio e dei salumi di qualità ed eccellenti come i Salumi Pasini
I prodotti SALUMI PASINI e la linea SALUMI PASINI – sono reperibili in selezionati punti vendita oltre ad essere acquistabili online su www.salumipasini.com.
Seconda ricetta per me dal libro Gelato chez moi di Barbara Torresan che questo mese testiamo per Cakes lab sono i mignon di biscotti speziati, in pratica un biscotto con gelato in formato mignon.
I biscotti speziati ben si accompagnano con un gelato semplice come vaniglia, cioccolato o stracciatella come ho scelto io.
1 cucchiaino di miscela 5 spezie ( o per pain d'epice)
gelato a piacere per farcire ( circa ½ kg)
Spiegazione
Mettete tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria usate il gancio a foglia fino ad ottenere un composto omogeneo. Sarà appicicaticcio, quindi spolverizzatelo con un ulteriore velo di farina ( una a scelta tra quelle utilizzate), formate un panetto e mettetelo in frigo per almeno 1 ora.
Trascorso questo tempo accendete il forno a 180-200° C. e foderate una teglia con un foglio di carta forno.
Aiutandovi con un mattarello infarinato stendete la pasta, ricavate dei dischetti o dei quadretti con un coppapasta , volendo potete decorarli con un timbro, e metteteli uno accanto all'altro nella teglia.
Infornateli e controllateli, appena prendono colore tirateli fuori morbidi( nel mio forno 15 min a 180°), ma raffreddandosi si induriranno.
Quando saranno pronti, mettete una pallina di gelato al centro di un biscotto, appoggiatevi sopra un secondo biscotto e schiacciate leggermente.
Regolate il gelato che uscirà dai lati con una spatola o un coltello.
Continuate così fino ad esaurimento, poi conservate nel congelatore per 1 ora almeno. in modo che si compattino
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L’impasto risulta un po’ morbido, quindi vi consiglio di usare abbastanza farina per stenderlo e non cercate di fare i biscotti sottili, non riuscireste a tenerli in forma. Sono biscotti che anche cotti rimarranno morbidi e questo serve proprio per riuscire a essere morsicati con il gelato in mezzo.
Unico neo è che Barbara non da nessuna indicazione sui tempi di cottura ed essendo l’impasto dei biscotti scuro non è facile capire quando sono cotti.
Quindi la mia faccina per questa ricetta è contenta ma non felicissima.
Vi ricordo, come sempre il nostro gioco,Crazy taste, dove potrete sperimentare con noi il gelato senza gelatiera ed essere con noi il mese prossimo su Cakes lab.
Siamo alla 5° tappa del gioco sulla pasta e questa volta siamo negli Abruzzi.
Il gioco è variare il tipo di pasta con un sugo della tradizione regionale, quindi io, invece di usare gli spaghetti alla chitarra, in questa ricetta ho usato i rigatoni.
Le pallotte sono delle piccole polpettine di carne cotte in un sugo di pomodoro e carne.
Un’altra ricetta semplice, della cucina povera, dove la carne mista serviva sia per insaporire il sugo che per fare le polpettine.
La carne usata per il sugo veniva poi usata in un altro pasto, mentre il sugo e le pallotte facevano bella figura sulla tavola.
Preparate il sugo facendo un trito di sedano, carota e cipolla e facendolo rosolare in 2 cucchiai d'olio, aggiungete la carne, fate rosolare bene, sfumate con il vino, fatelo evaporare, poi aggiungete la passata di pomodoro, regolate di sale, pepe, noce moscata, coprite e fate cuocere a fuoco basso per un paio d'ore.
Nel frattempo preparate le pallotte mettendo in una ciotola la carne trita con l'uovo, il formaggio, il prezzemolo, sale pepe e noce moscata. mescolate bene il composto con le mani, poi formate delle palline grandi come una ciliegia, non di più.
Quando avrete formato tutte le palline, infarinatele e mettete il una larga padella con 2 cucchiai d'olio, fatele dorare bene, poi unite solo il sugo precedentemente cotto, da cui avrete tolta la carne a pezzi.
Fate cuocere ancora per 30 minuti.
Lessate i rigatoni e coditeli abbondantemente con il sugo e le pallotte.
Questo mese il libro scelto da Cakes lab è Gelato chez moi di Barbara Torresan e io ho voluto provare una cosa diversa dal solito, un cocktail, precisamente la Piña colada nella versione di Babs.
E’ un cocktail, fresco, estivo, ottimo per un pomeriggio con gli amici, magari a bordo piscina.
Pochi ingredienti che potrete tenere pronti, un frullatore ed ecco fatto.
Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore alla massima velocità per qualche minuto.
Versate la crema ottenuta in bicchieri e decorate con scorza di lime e scaglie di cocco.
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Il cocktail mi è piaciuto, molto fresco, quasi più un frappè che un cocktail, ma molto piacevole, unica pecca ho sentito poco il sapore dell’ananas, ma questo dipende forse anche dal gelato che si usa, se ne avete, potreste aggiungere qualche pezzetto di ananas al tutto ( io ne tengo qualche cubetto nel congelatore, per ogni evenienza).
Questo mese come lo scorso anno ci prendiamo un po’ di vacanza e anche il Crazy taste si concederà un po’ di riposo e vi darà tempo di giocare con noi fino a fine agosto, ma come lo scorso anno abbiamo pensato a voi, al caldo, alla voglia di un bel gelato e la ricetta di questi mesi sarà un gelato senza gelatiera, tratto dal libro di Barbara TorresanGelato chez moi, che testeremo per voi in questi mesi.
Abbiamo pensato ad un gelato da fare senza la gelatiera, così tutti potranno provarlo e partecipare con noi al Crazy taste, un gelato semplice con solo 2 ingredienti di base e la vostra fantasia come terzo ingrediente.
Per farlo basteranno una planetaria o delle fruste elettriche.
Io l’ho lasciato fare a Giulia ( mia figlia, ormai la conoscete) e lei ha fatto un gelato veramente particolare che aveva assaggiato a Parma, non scandalizzatevi ma è buono, gelato al dulce de leche e arachidi salate.
Se vi piace il contrasto tra il dolce e il salato dovete provarlo.
Per le cialde al cacao trovate invece la ricetta qui.
Un gelato veloce, semplice, senza gelatiera e molto particolare.
Author: In the mood for pies
Recipe type: gelato
Cuisine: italiana
Porzioni: 1000 g
Ingredienti
400 g di latte condensato
500 g panna
100 g dulce de leche
100 g arachidi salate
Spiegazione
Mettete nella ciotola della planetaria ( o in una ciotola grande se usate le fruste elettriche) la panna, il latte condensato e il dulche de leche, fate partire alla velocità minima, poi aumentate fino alla massima, fino ad ottenere un composto ben montato e spumoso, ma attenti a non esagerare o la panna diventerà burro.
Mettete in un contenitore per freezer e fate raffreddare bene per almeno 3-4 ore nel congelatore.
Subito prima di servire mettete le arachidi e mescolatele delicatamente nel gelato, servite subito, puirtroppo questo gelato tende a sciogliersi molto in fretta.
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Allora cosa ne dite ? Volete provare a fare il vostro gusto preferito ? Vi aspettiamo per il Crazy taste.
Stavo pensando a quale sugo fare per un contest sulla reinterpretazione dei sughi regionali e visto che questa settimana la tappa è nelle Marche e alcune amiche su facebook discutevano della pasta al fumè, se fosse o no un piatto della tradizione marchigiana ecco che ne ho approfittato e ho provato a farne una mia versione.
Alla fine la decisione è stata per un si, lo è, quindi il mio piatto per le Marche sarà la pasta al sugo fumè, molto anni ’80 forse, ma molto gustosa.
Solo 3 ingredienti, quindi mi raccomando servirà un’ottima pancetta affumicata e della passata di pomodoro eccellente oltre ad un’eccellente pasta .
Tritate la pancetta e fatela rosolare in una grande padella in poco olio finchè sarà dorata ma non abbrustolita, aggiungete ora la passata di pomodoro e fate cuocere a fuoco basso per 30 minuti.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
Quando il sugo si sarà addensato, aggiungete 3-4 cucchiai di panna a vostro gusto , regolate di sale e pepe ora, visto che la pancetta essendo già saporita cuocendo avrà rilasciato il suo sale.
Per rinforzare il sapore affumicato, ho aggiunto 1 pizzico di paprika affumicata.
Scolate la pasta e versatela nella padella del sugo, fate saltare 1 minuto la pasta delicatamente e servite calda con una bella spolverata di parmigiano reggiano.
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A volte le mode ci fanno abbandonare delle ricette che sono gustosissime. Questa ricetta, per il solo fatto di contenere la panna e il sugo è stata un po’ abbandonata a favore di ricette più light , ma ogni tanto tornare alle tradizioni fa bene al cuore e al gusto.
Che ci sia rivalità tra blogger è risaputo, ma come in ogni altro lavoro, ma fortunatamente ci sono anche blogger simpatiche con cui è un vero piacere passare la serata. Un’occasione è arrivat proprio questa settimana da Olio Monini e la Scuola di cucina di Sale & pepe a Milano.
La Olio Monini, ditta che produce olio d’oliva fin dal 1930, ha pensato che per presentare la sua nuova bottiglia di olio extravergine Premi e spremi cosa sarebbe stato meglio se non mettere in cucina 12 foodblogger?
12 versioni diverse dello stesso piatto, 12 modi di pensare a un piatto veloce, da poter portare al lavoro o ad un picnic, insomma la versione moderna della schiscetta.
Cosa ha diparticolare questa bottiglia? Tutto ! E’ una bottiglia da 450 ml,leggera, in materiale plastico ( pet riciclabile), facilmente trasportabile senza il rischio di rotture, ma la sua particolarità maggiore è il tappo dosatore che eroga l’olio extravergine d’oliva solo se la bottiglia viene premuta, senza sprechi e con la facilità di dosare solo l’olio che vogliamo.
Ottima sia fuori casa che a casa per poter mettere solo quel goccio d’olio che serve.
Io per la serata ho preparato una versione fredda dell’insatata di orzo con pollo marinato, verdure e pecorino.
Insalata fredda di orzo, pollo, pecorino , verdure e melone
In una ciotola mettete l'orzo cotto, poi fate della julienne con la carota e la zucchina e unitela all'orzo.
Fate delle fette sottili tipo carpaccio con il pecorino per ricavarne almeno 8 fette, tagliate il resto del formaggio a cubetti piccoli.
Fate la stessa cosa con il melone, fate delle fette sottili e poi dei cubetti con quello rimasto.
Mettete il petto di pollo a marinare con olio, succo di limoe o lime, qualche foglia di menta e lasciatelo riposare per almeno 1 ora ( ma potete prepararlo anche con più anticipo).
Cuocete poi il pollo a striscioline in una padella calda, quando sarà ben dorato aggiungete 1- 2 cucchiai di salsa worcester. Finite di cuocere e mettete in un foglio di aluminio a riposare .
Intanto preparate la vinegrette per condire: tritate la menta, mettetela in una ciotolina con sale, pepe, succo di limone o lime, 1 cucchiaio di senape al miele e cominciate ad emulsionare con una frusta aggiungendo poco per volta l'olio necessario per avere una bella salsina densa.
Tagliate il pollo a cubetti e mettetelo nell'insalatiera,con l'orzo, mescolate tutto, aggiungete il pecorino, il melone e condite con la vinegrette.
Io ho preparato delle mono porzioni mettendo in un cerchio una fetta di pecorino, una di melone, 2-3 cucchiai di insalata, poi ancora pecorino, melone e insalata d'orzo. Servite freddo con un giro d'olio prima di servire.
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Un piacevole piatto estivo, perfetto per una serata tra amici o un picnic .
La vincitrice della sfida dello scorso mese, Antonietta, del blog La trappola golosa, ha pensato a una sfida che credo abbia messo tutti d’accordo. Di solito leggo di persone che non mangiano la carne, il pesce, le verdure, i dolci, insomma c’è sempre qualcuno che rimane un pochino scontento dalla scelta della ricetta, ma sulla pizza nessuno ha nulla da ridire! Questo mese la sfida per l’ MTchallenge è la pizza ! Obbligo della stessa base e della stessa lavorazione per tutti, solo la farcitura a scelta.
Io ho avuto pochissima fantasia, ma questa è la pizza che mi piace di più ( mi piacciono tutte le pizze veramente ) e volevo condividerla con voi.
Per la mia pizza la farcitura era mozzarella di bufala, salamino piccante , peperone e ricottina.
Dal blog di Antonietta prendo tutta la spiegazione di come impastare a mano la pasta base.
450 g di farina mista di Kamut, enkir, segale e farro
250 ml di acqua ( ma tenetene qualche cucchiaio in più per necessità)
12 g di sale
1 g di lievito di birra
Per la farcitura :
1 mozzarella di bufala grande, tagliata a pezzetti piccoli e messa a sgocciolare in un colino per 3-4 ore
1 scatola di pelati
salamino piccante a fettine
100 g ricotta fresca
1 peperone rosso
sale, origano
Spiegazione
Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell’altra il lievito di birra.
Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare fino a raggiungere il “punto di pasta”. Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti, a me è durata circa ⅚ minuti.
Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.
Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.
A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.
Procedere alla staglio a mano. Il disciplinare consiglia di ottenere dei panetti da un peso compreso tra i 180 e 250 g che corrispondono a tre/quattro panetti; dovendo usare un forno casalingo vi consiglio di ottenerne quattro.
Riporli su un telo non infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lasciar quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare).
Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura o la pietra come nel mio caso, senza mai aprire lo sportello. Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano, stavolta va bene anche il legno, spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.
Farcite la pizza con i pelati schiaccciati con le mani, secondo la regola, mettete i pezzetti di mozzarella, le fettine di salamino piccante, qualche fiocchetto di ricotta e le fettine di peperone per ultime, ora togliete la teglia calda dal forno e metteci su la pizza o, con l'aiuto della pala, appoggiatela sulla pietra calda.
Fate cuocere 3-4 minuti finchè la mozzarella sarà sciolta e il cornicione ben colorito.
Servite subito.
C’è un secondo modo di cottura, forse migliore rispetto al primo, perché produce immediatamente il classico cornicione alto tipico della pizza napoletana.
Scaldare il forno come per l’altro procedimento e scaldare contemporaneamente una padella di pietra o ghisa o comunque dal fondo spesso sul fornello della cucina, fino a vederla “fumare”. Trasferirci il disco di pizza senza condire e lasciar cuocere per 2 minuti. Nel frattempo estrarre lo stampo dal forno, trasferirci la pizza, condirla velocemente e lasciar cuocere in forno, nella parte più alta per ⅘ minuti e comunque finchè non risulti bella dorata.
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Noi amiamo la pizza bassa, molto bassa e l’elasticità di questa pasta permette di stenderla così sottile anche senza usare il mattarello, ma per questa sfida l’ho lasciata un po’ più alta come impone la tradizione partenopea.
E comunque alta o bassa è sparita in un momento !
Con questa ricetta partecipo alla sfida n.58 del MTchallenge
Siamo alla terza tappa del giro d’Italia con i primi preparati per il gioco della pasta ( le prime due tappe le potete trovare qui e qui ), questa volta tocca al Molise.
Devo essere sincera , delle tradizioni culinarie del Molise ne so veramente poco, per non dire nulla, allora ho cercato di informarmi e la scelta era tra il sugo alla molisana, con 3 tipi di carne e i pomodori e la pasta con la mollica. Visto che ormai siamo a giugno, il sugo alla molisana, molto goloso ma molto ricco , lo vedevo un po’ troppo invernale, quindi ho optato per la mollica.
E’ un piatto della tradizione povera, quando con poche cose ( il pane avanzato) si facevano piatti meravigliosi.
Ho scoperto che in Molise è un piatto del periodo natalizio, ma a me sembra adatto tutto l’anno.
Ho fatto una piccola aggiunta di peperoncino perchè trovo che ci stia bene, ma non sono sicura sia nella ricetta originale.
Una sugo della tradizione con una pasta diversa, un primo veloce e gustoso.
Author: In the mood for pies
Recipe type: Primo
Cuisine: Italiana
Porzioni: 4
Ingredienti
Per 4 persone :
320 g maccheroni
4 cucchiai di olio Extravergine
1 spicchio d'aglio
una ,amnciata abbondante di mollica di pane raffermo grattuggiata grossa
peperoncino ( a piacere)
prezzemolo tritato per guarnire
Spiegazione
Mentre cuocete la pasta in abbondante acqua salata, mettete sul fuoco una padella larga, con l'olio, fatelo scaldare bene poi versateci dento lo spicchio d'aglio, fatelo rosolare per bene, poi toglietelo, aggiungete la mollica, mescola così da farla insaporire poi lasciatela abbrustolire un pochino senza farla bruciare. Se vi piace aggiungete del peperoncino o del pepe di cayenna.
Scolate la pasta al dente e buttatela nella padella con la mollica, fatela saltare 2 minuti così che la mollica ben si amalgami con la pasta, spolverate con del prezzemolo tritato e servite subito.
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Un piatto facile , veloce e che può essere la degna alternativa all’aglio, olio e peperoncino per le spaghettate tra amici o meglio le maccheronate, visto che in questa tappa abbiano usato i maccheroni di pasta di semola trafilata al bronzo.